"Arlecchino muto per spavento" di Stivalaccio Teatro al TCVI il 25 e 26 maggio 2022
Prosa

Arlecchino muto per spavento

Stivalaccio Teatro
Prima nazionale

Spettacoli

mercoledì 25 maggio, 20:45Sala MaggioreAcquista bigliettoAcquista
giovedì 26 maggio, 20:45Sala MaggioreAcquista bigliettoAcquista

Uno dei canovacci più rappresentati nella Parigi dei primi del ‘700, qui riproposto per la prima volta in epoca moderna, Il muto per spavento rappresenta un grande omaggio alla Commedia dell’Arte e all’abilità tutta italiana del fare di necessità virtù.
1716. Dopo circa quindici anni di esilio forzato i Comici Italiani tornano finalmente ad essere protagonisti del teatro parigino e lo fanno con una compagnia di tutto rispetto. Luigi Riccoboni in arte Lelio, capocomico della troupe, si circonda dei migliori interpreti dello stivale tra cui, per la prima volta in Francia, l’Arlecchino vicentino Tommaso Visentini (nomen omen), pronto a sostituire lo scomparso e amato Evaristo Gherardi. Ma il Visentini non parlava la lingua francese, deficit imperdonabile per il pubblico della capitale. Ed è qui che emerge il genio di Riccoboni nell’inventare un originale canovaccio dove il servo bergamasco diviene muto, per spavento!

La trama è quella “classica” della Commedia dell’Arte, con un amore contrastato e i lazzi e le improvvisazioni lasciate ai personaggi e alle maschere che portano in scena. Qui il giovane Lelio, lasciata Venezia e giunto a Milano, pretende sia fatta giustizia. Nella sua patria si è follemente innamorato di Flamminia, figlia di Pantalone De’ Bisognosi, ampiamente ricambiato. Ma il padre della giovane l’ha già promessa in sposa a Mario, figlio di Stramonia Lanternani, mercantessa di stoffe, anche se il timido Mario ama Silvia, giovane risoluta e determinata. Ecco il motivo della venuta di Lelio a Milano: ricondurre alla ragione Mario e la madre Stramonia o, alla peggio, sfidare il giovane a duello. La notizia avrebbe dovuto rimanere nascosta, ma Arlecchino, servitore di Lelio, appena giunto in città la diffonde ad ogni anima viva incontrata. Per ridurlo al silenzio il suo padrone gli gioca un tranello: finge che un demonio sia imprigionato nel proprio anello e, se Arlecchino parlerà, il demonio glielo rivelerà ed il servitore sarà decapitato. Arlecchino decide dunque di chiudersi in un religioso silenzio, diventando muto… per spavento!

ispirato al canovaccio Arlequin muet par crainte diLuigi Riccoboni
con (in o.a.)Sara Allevi, Marie Coutance, Matteo Cremon, Anna De Franceschi, Michele Mori, Stefano Rota, Pierdomenico Simone, Maria Luisa Zaltron, Marco Zoppello
scenografia diAlberto Nonnato
costumi diLicia Lucchese
disegno luci diMatteo Pozzobon e Paolo “Pollo” Rodighiero
maschere diStefano Perocco di Meduna
soggetto originale e regia diMarco Zoppello
duelliMassimiliano Cutrera
consulenza musicaleIlaria Fantin
trucco e acconciatureConsuelo Vitturi
assistente alla regiaFrancesca Botti
assistente mascheraiaTullia Delle Carbonare
realizzazione costumiDietro le Quinte e Sonia Marianni
scene Roberto Maria Macchi e Matteo Pozzobon
produzioneStivalaccio Teatro / Teatro Stabile del Veneto / Teatro Stabile di Bolzano / Teatro Stabile di Verona
con il sostegno diFondazione Teatro Comunale Città di Vicenza e della Fondazione Teatro Civico di Schio

Personaggi e interpreti

Sara AlleviVioletta
Marie CoutanceFlamminia
Matteo CremonLelio
Anna De FranceschiStramonia Lanternani
Michele MoriMario
Stefano RotaPantalone De' Bisognosi, Bargello
Pierdomenico SimoneTrappola, Locandiere
Maria Luisa ZaltronSilvia
Marco ZoppelloArlecchino

 

Durata: 2 ore e 30 minuti (compreso un intervallo)

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