Spettacoli per le Scuole

Turandot, principessa falena

Nuovo allestimento Opera domani - XX edizione

libretto Giuseppe Adami e Renato Simoni
da Carlo Gozzi
musica Giacomo Puccini (finale completato da Franco Alfano)
Ed. Casa Ricordi, Milano Prima rappresentazione: Milano, Teatro alla Scala, 25 aprile 1926
Riduzione Enrico Minaglia


interpreti Cantanti AsLiCo
direttore Alessandro Palumbo
regia Silvia Paoli
scene Michele Olcese
costumi Massimo Carlotto
light designer Marco Alba
videomaker Nadia Baldi
Orchestra 1813 

Spettacoli

ven 18 marzo, 09:00Sala Maggiore
ven 18 marzo, 11:30Sala Maggiore

L’edizione 2016, che festeggia il 20esimo compleanno di Opera domani, è dedicata ai capolavori di Puccini, e propone l’opera Turandot, principessa falena, nella riduzione musicale di Enrico Minaglia con la regia di Silvia Paoli.

LA TRAMA
Turandot potrebbe essere farfalla e invece è una falena, scura e sinistra, che si muove solo di notte e che ancora non riesce a staccarsi dal suo bozzolo, è legata alla crisalide, all’idea di vendetta come fedeltà all’antenata. L’irrompere dell’umanità è rappresentato dall’arrivo di Calaf, suo padre Timur e la schiava Liù; sono normali, dove normalità porta con sé il senso positivo di umanità, di movimento, d’azione. Liù è la salvezza, colei che veramente porta l’amore, è il bastone e la guida del vecchio Timur (cieco, un po’ come il cieco amore che un padre porta ad un figlio). Il candore di Liù lascia tutti sconvolti, non è la risoluzione degli enigmi che cambia Turandot, ma il sentimento che porta in campo la schiava fedele. Questo permette lo scioglimento, e scenicamente il dissolversi dei “bozzoli in scie di colori. Anche Turandot, prima stretta da fasce e drappi, si svolge, rivelando un animo colorato, il cuore della farfalla. Così il coro della platea può a sua volta esplodere, come un campo di fiori o farfalle colorate e coccinelle, coleotteri, libellule. Finalmente possono tornare di nuovo ragazzi.

UNO SPETTACOLO SENZA IL PUBBLICO, PERCHÈ IL PUBBLICO È NELLO SPETTACOLO
Opera domani, il progetto apripista di quella che è poi diventata una vera e propria piattaforma di educazione musicale, è nato dall’idea di creare una proposta per i ragazzi delle scuole elementari e medie che potesse educarli all’enorme e ricco patrimonio dell’Opera. L’innovazione è rappresentata anche dalla modalità ‘partecipativa’ che permette a bambini e ragazzi di vivere da protagonisti uno degli spettacoli più completi e affascinanti della nostra tradizione artistica. Con un percorso didattico proposto ad hoc e realizzato a scuola, i ragazzi arrivano a teatro con gli strumenti per poter interagire con la storia che hanno imparato a conoscere approfonditamente in classe, grazie ad attività come la costruzione di un oggetto di scena con cui svolgeranno piccole, ma importanti azioni durante lo spettacolo e lo studio di alcune arie che canteranno dal loro posto, diventando così un vero e proprio coro interno all’opera. L’esperienza di chi assiste ad una replica di Opera domani è quella di uno spettacolo senza il pubblico, proprio perché il pubblico è nello spettacolo!