Prosa al ridotto

Amore ai tempi del colera

Operita musical per cantattrice e suonatori

da Gabriel García Márquez
regia Cristina Pezzoli
con Laura Marinoni, Alessandro Nidi (pianoforte), Marco Caronna (chitarra e percussioni)
regia Cristina Pezzoli
produzione Pierfrancesco Pisani, Nidodiragno e Parmaconcerti
in collaborazione con Infinito srl e il Funaro/Pistoia
scene e costumi Rosanna Monti
assistente alla regia Luca Orsini
amministratrice compagnia Sara Novarese
service audio-luci Piano e Forte

Spettacoli

mar 26 gennaio, 20:45Sala del Ridotto

Cantare un amore a distanza che dura tutta la vita fino a compiersi nella vecchiaia avanzata è la straordinaria invenzione narrativa di uno dei più grandi inventori di storie del nostro tempo, recentemente scomparso: Gabriel Garcia Marquez.
Ma è anche materia di grande fascino per generare una curiosa occasione di teatro. Teatro della Vita che a volte accade nei modi più inaspettati. Florentino e Fermina si incontrano poco più che adolescenti, si innamorano e si separano, ma si tengono nel cuore da lontano, mentre le loro vite scorrono parallele con le scelte che ne conseguono: marito, amanti, figli, infelicità e abitudine. Quello che si era acceso tra loro nella prima giovinezza si compie con uno stupefacente happy end autunnale, dopo un’attesa durata “51 anni, 4 mesi e undici giorni, notti comprese”.La potente epopea romantica di “L’amore ai tempi del colera” autorizza ad aprire un dialogo tra episodi e personaggi e musica.

RIDUZIONE TEATRALE/ Cinquant’anni d’amore, raccontati in un’ora e mezza
Nella riduzione sono stati condensati gli eventi principali che il romanzo narra in quasi 400 pagine, in un copione di 20 per una durata complessiva dello spettacolo di circa un’ora e mezza, di cui un’ora recitata e mezz’ora cantata. La sfida era riuscire a non alterare la struttura fondamentale del romanzo, facendo una riduzione “in scala”per renderlo adatto al tempo e al linguaggio teatrale senza sacrificare la complessità e la varietà di registri narrativi.

IL PROGETTO MUSICALE / Una ricerca di “fusion” tra parole e musica
La musica accompagna quasi tutto lo spettacolo e la forma scelta è frutto di una ricerca che intende usare parole e musica senza soluzione di continuità. Il progetto musicale è strutturato su un repertorio vasto di matrice prevalentemente “caraibica”: Cuba, Giamaica, Colombia, Venezuela che sono i luoghi in cui è ambientato il romanzo. Ma ci sono anche alcune “incursioni” in altri generi musicali, con contaminazioni tra jazz, flamenco e soul: la scelta di un repertorio non sempre filologico permette di collegarsi ad alcune atmosfere emotive della storia attraverso dei cortocircuiti musicali che risultano estremamente efficaci. Le canzoni prendono spunto dalle vicende e dalle atmosfere del romanzo e rivelano un’inedita e “scanzonata” Laura Marinoni che recita e canta accompagnata dal vivo da Marco Caronna (chitarra e percussioni) e Alessandro Nidi (pianoforte), a cui è affidata anche la direzione musicale. La gioia e la “saudade” del suo canto sprigionano e accompagnano l’intima essenza di questo romanzo da anni diventato un “cult”.