Re Lear è morto a Mosca
Prosa al Ridotto

Re Lear è morto a Mosca

Regia di César Brie

Il Teatro Comunale di Vicenza presenta un evento di straordinario impegno civile e poetico con Re Lear è morto a Mosca. Coprodotto da tre realtà d’eccellenza come Isola del Teatro, Campo Teatrale e il Teatro dell'Elfo, il lavoro arriva sul palco della Sala del Ridotto forte del prestigioso Premio Theatrical Mass 2023. Con la regia del maestro argentino César Brie, l'opera squarcia il velo del tempo per raccontare una vicenda reale, dolorosa e quasi dimenticata: lo sterminio sistematico della cultura yiddish e del genio teatrale perpetrato dal regime di Iosif Stalin nell'Unione Sovietica del secondo dopoguerra.

Spettacoli

venerdì 18 dicembre, 20:45Sala del RidottoAcquista bigliettoAcquista

“13 gennaio 1948, Minsk. Un furgone investe e uccide Solomon Michoels: di lui restano un orologio da polso fermo alle 10 di sera, due figlie e una moglie. Notte tra il 23 e 24 dicembre, Mosca. Venjamin Zuskin viene rapito nel sonno, interrogato, torturato e quattro anni dopo fucilato.”

La narrazione prende le mosse da questi brutali fatti di sangue storicamente accertati. Solomon Michoels e Venjamin Zuskin erano due immensi attori ebrei, due amici fraterni colpevoli solo di aver volato troppo in alto. Sotto la loro guida, il Goset — il monumentale Teatro Ebraico di Mosca — era diventato un faro di resistenza culturale, un teatro d'arte totale fatto di canti, danze, colori e poesie recitate interamente in lingua yiddish. Con l'assassinio dei due protagonisti, mandati a morte direttamente da Stalin, il Goset perse per sempre il suo Lear e il suo Matto. Quell'allestimento leggendario, il primo e unico Re Lear in yiddish della storia del teatro, non avrebbe mai più calcato le scene, segnando la chiusura forzata del sipario su un'intera generazione di artisti.

Lo spettacolo si configura come un viaggio struggente nella Russia totalitaria, che intreccia le biografie dei due attori con le visioni pittoriche fluttuanti di Marc Chagall e le potenti battute di Shakespeare. Attraverso un sofisticato ordito scenico, i personaggi della finzione letteraria e i fantasmi della realtà storica si fondono, trasformando il palcoscenico in un archivio vivente di memorie da riscoprire, custodite per decenni al di là della censura di Stato. È un elogio funebre che si fa carne, un invito a spegnere i lumi e a soffiare via il dolore di una ferita culturale mai rimarginata.

La scrittura drammaturgica, curata a quattro mani da César Brie e Leonardo Ceccanti con la collaborazione attiva di tutto l'ensemble, poggia sulla formula dell'attore-creatore. Nove interpreti sul palco incarnano questa polifonia di voci e visioni, muovendosi nello spazio secondo i principi del lavoro corporale dettati da Vera Dalla Pasqua. Il paesaggio sonoro intreccia la musica originale di Pablo Brie alle melodie e ai canti della tradizione yiddish, mentre le scene collettive e i costumi storici di Matteo Corsi rievocano lo splendore perduto del teatro d'avanguardia sovietico. Il rigore della messa in scena è avallato dal prezioso contributo di Antonio Attisani in veste di consulente storico.

Regia e Disegno LuciCésar Brie (con l'ensemble per le luci)
DrammaturgiaCésar Brie, Leonardo Ceccanti (con la collaborazione dell'ensemble)
Attori Creatori (In Scena)César Brie, Leonardo Ceccanti, Eugeniu Cornitel, Davide De Togni, Anna Vittoria Ferri, Tommaso Pioli, Annalesi Secco, Laura Taddeo, Alessandro Treccani
Produzione e CoproduzioneIsola del Teatro, Campo Teatrale, Teatro dell'Elfo
Lavoro CorporeoVera Dalla Pasqua
Consulenza StoricaAntonio Attisani
MusichePablo Brie e musiche tradizionali Yiddish
Scenografia e CostumiCreato dall'ensemble (scene) / Matteo Corsi (costumi)

Durata: 100 minuti

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