L'ombra perduta di Peter Schlemihl
Prosa al Ridotto

L'ombra perduta di Peter Schlemihl

di e con Marco Baliani

Il Teatro Comunale di Vicenza è onorato di ospitare Marco Baliani, figura eclettica e monumentale del teatro contemporaneo italiano, considerato il padre fondatore del teatro di narrazione sin dal debutto del leggendario Kohlhaas nel 1989. Con questa nuova creazione, l'artista prosegue la sua personalissima e innovativa ricerca stilistica nel campo della post-narrazione. Tratto dal celebre capolavoro romantico di Adelbert von Chamisso, lo spettacolo si interroga sulle derive della nostra società attraverso una parabola visiva e sonora di straordinaria potenza evocativa.

Spettacoli

giovedì 28 gennaio, 20:45Sala del RidottoAcquista bigliettoAcquista

A Hiroshima i corpi si dissolsero, ma le ombre restarono impresse sui muri. Se l’ombra sradicata si separa, il corpo perde consistenza. È ciò che accade al giovane Peter Schlemihl, che cede la propria ombra in cambio di una illimitata ricchezza. Camminare al sole senza quel lembo fedele lo condanna alla paura e alla diversità. Marco Baliani guida un viaggio di post-narrazione tra contrasti espressionisti, dove luce, parola e suono lottano contro le lusinghe del successo e del consumo.

L'opera mette in scena l'ineludibile necessità di far convivere in ciascuno di noi sia l’ombra che la luce, accettando i conflitti e le oscurità interiori per non farsi sommergere dall'ansia del presente. La storia di Peter Schlemihl diventa lo specchio della giovinezza contemporanea, dove il desiderio e la speranza di futuro si scontrano con la grettezza spietata di un mondo dominato dal denaro, dalle crisi climatiche e dall'accanimento al consumo. Per evitare la fatica della salita esistenziale, Peter accetta una scorciatoia seducente che si rivelerà presto una trappola drammatica.

Sul piano scenico, lo spettacolo rifiuta la linearità classica per muoversi attraverso sbalzi temporali, flashback e continue interferenze. Il paesaggio visivo e sonoro, curato da Mirto Baliani, si rifà esplicitamente all'espressionismo, lavorando esclusivamente su tagli di luce obliqui e su una tavolozza cromatica che oscilla radicalmente tra il bianco e il nero. La parola del narratore insegue il protagonista con affanno e ironia, mentre la luce si fa suono e il suono si fa luce, avvolgendo lo spettatore in un'atmosfera ipnotica e fortemente conflittuale.

Di e ConMarco Baliani
RegiaMaria Maglietta
Drammaturgia Sonora e LuminosaMirto Baliani
ProduzioneMarche Teatro 
Co-produzioneTeatro di Post-Narrazione / Espressionismo Teatrale

Durata: 90 minuti

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