Residenze

Sopra di me il diluvio

RESIDENZE ARTISTICHE

regia di Enzo Cosimi
con Paola Lattanzi

regia, coreografia, scene, costumi Enzo Cosimi
collaborazione alla coreografia Paola Lattanzi
interprete Paola Lattanzi
video Stefano Galanti
musiche Chris Watson, Petro Loa, Jon Wheeler
collaborazione oggetti di scena Cristian Dorigatti
disegno luci Gianni Staropoli
organizzazione Maria Paola Zedda
in collaborazione con Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza, Arteven, Electa Creative Arts, Milano Teatro Scuola Paolo Grassi

durata 40 min c.a.

Spettacoli

lun 28 aprile, 20:45Sala del Ridotto

In scena partiture di gesti, movimenti, in apparenza semplici, ma che riportano alla complessità del lavoro sulla “presenza”, sull’atto performativo, sulla percezione del sistema nervoso a discapito di quello muscolare; una scrittura coreografica che amplifica fenomeni naturali, campi  visivi che sconfinano verso una spiritualità laica, una metafisica del corpo, un pellegrinaggio di meditazione.

«Dopo la creazione "Welcome to my world" dedicato all’idea della fine del mondo, del verificarsi di una nuova Apocalisse, prendo nuovamente ispirazione dal rapporto doloroso dell’Uomo con la Natura nella società contemporanea. Ripensare l’opera come un luogo di magia e di perdita di certezze. Dare spazio ad un’arte della coreografia che contenga una componente tecnica rigorosa, sperimentale, attraverso la quale indirizzare una riflessione sul mondo in cui viviamo in rapporto alla Natura e a percepirlo in termini sensoriali. Esaurito il paradigma della postmodernità, si ipotizza l’apparire di un Nuovo Uomo che si affaccia ad un paesaggio arcaico, tribale di cui il continente africano rappresenta l’emblema. Un’Africa urlata, violata che, nonostante i massacri senza fine a cui è sottoposta da sempre, riesce a restituirci una visione di speranza. Anche questo lavoro, come "Welcome to my world", focalizzerà una scrittura di danza scarna, ossuta, un campo percettivo vuoto in cui si vive in uno stato irreale, visionario. Partiture di gesti, movimenti, in apparenza semplici ma che riportano alla complessità del lavoro sulla “presenza”, sull’atto performativo, sulla percezione del sistema nervoso a discapito di quello muscolare. Amplificare in scrittura coreografica fenomeni naturali che tendiamo a considerare scontati e renderli visivamente come campi che sconfinano verso una spiritualità laica, una metafisica del corpo, un pellegrinaggio di meditazione».
Enzo Cosimi