

Il Teatro Comunale di Vicenza ospita un monumento della drammaturgia mondiale del Novecento: Madre Courage e i suoi figli di Bertolt Brecht. Riportato alla sua natura più autentica – popolare, emotiva, dialettica e abbagliante – lo spettacolo vede come protagonista assoluta una magnetica e versatile Lunetta Savino, diretta dalla firma acuta e contemporanea di Leo Muscato. Un teatro che rifiuta di consolare, preferendo interrogare e destabilizzare profondamente lo spettatore.
| mercoledì 3 febbraio, 20:45 | Sala Maggiore | Acquista bigliettoAcquista |
| giovedì 4 febbraio, 20:45 | Sala Maggiore | Acquista bigliettoAcquista |
Lunetta Savino è la protagonista di Madre Courage e i suoi figli di Bertolt Brecht, nella nuova rilettura di Leo Muscato. Un capolavoro del Novecento riportato alla sua natura più autentica: popolare, emotivo, dialettico, abbagliante.
«Questo nuovo allestimento parte da una verità semplice e brutale: Brecht non racconta una donna travolta dalla guerra, ma una donna che vive grazie alla guerra. Una sopravvissuta amorale, attraversata da un’energia feroce e vitale. Courage non è un’eroina: è una mercante che tratta il conflitto come un mercato. È per questo che ci riguarda ancora» scrive Muscato.
Scivolosa, contraddittoria, inafferrabile: per questo Madre Courage è umana. In lei convivono la madre che sopravvive nel sistema che la divora, l’individuo che non impara, chi specula nelle crisi e chi vive nell’emergenza permanente. A dare voce e corpo ad Anna Fierling, la Madre Courage di Brecht, è Lunetta Savino, attrice carismatica, magnetica e versatile, capace di entrare nelle pieghe dei personaggi che interpreta, di infondere loro una viscerale verità e di restituirne tutta la potente complessità. «Sono onorata di interpretare per la prima volta Madre Courage diretta da Leo Muscato. Una donna che lotta per sopravvivere senza mai arrendersi», dichiara Savino «Una madre, una commerciante, una combattente: una figura contraddittoria e potentemente contemporanea. Brecht ci mette davanti al prezzo della guerra, ma anche alla nostra capacità di adattarci al dolore fino a normalizzarlo. È un teatro che non consola, ma interroga profondamente il presente. Ed è il teatro che io amo di più».
Uno spazio scenico senza protezioni, per un teatro in cui tutto viene evocato è il terreno ideale perché lo straniamento brechtiano torni vivo. Il cuore visivo dello spettacolo è il carro con cui Madre Courage segue gli eserciti – i suoi principali clienti – durante l’eterno conflitto: un oggetto reale, un corpo parallelo, il termometro della sua vita. «Scena dopo scena si trasforma, crescendo, collassando, tornando scheletro e delineando in questo modo un viaggio epico dentro il viaggio della protagonista.» La musica suonata e cantata dal vivo ha un ruolo centrale. Brecht voleva canzoni «come una sveglia stonata», dure e sentimentali insieme. «Noi proponiamo una nuova partitura contemporanea che non si limita ad accompagnare l’azione ma la interrompe, la spacca, la illumina: luce, suono e corpi in un impatto frontale con il pubblico. Il nostro spettacolo non vuole offrire una lezione, ma un’esperienza: un’energia che esplode, un viaggio feroce attraverso l’Europa devastata del Seicento e il nostro presente. Un teatro che destabilizza e inquieta, ma che tiene lo spettatore incollato alla scena e gli sbatte in faccia la complessità del presente».
| Di | Bertolt Brecht |
| Traduzione | Ruth Leiser, Franco Fortini © Suhrkamp Verlag AG Berlin, per gentile concessione dell’Agenzia Danesi Tolnay (25%) |
| Musiche | Paul Dessau |
| Regia | Leo Muscato |
| Scene | Andrea Belli |
| Costumi | Margherita Baldoni |
| Luci | Alessandro Verazzi |
| Aiuto regia | Alessandra De Angelis |
| Con | Lunetta Savino |
| e con (o.a.) | Gloria Carovana, Salvatore Cutrì, Gianluca Ferrato, Niccolò Ferrero, Lorenzo Grilli, Simone Luglio, Valentina Martiniello, Mauro Parrinello |
| Musiche (arrangiamenti ed esecuzione dal vivo) | Giua |
| Produzione | Teatro Stabile di Bolzano, Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale |
con Andrea Pennacchi
con Silvio Orlando
con Marco Paolini
e con Patrizia Laquidara