Teatro Comunale di Belluno | Fondazione Aida

TEATRO COMUNALE DI BELLUNO

Il Teatro Comunale di Belluno è gestito dalla Fondazione Teatri delle Dolomiti che organizza e coordina le attività di spettacolo offrendo al territorio una ricca stagione di prosa, teatro per ragazzi, musica e danza. La Fondazione Teatri nella sua attività di gestione vuole essere lo strumento attraverso il quale i Teatri, ma non solo, diventano ricettacoli di cultura, luoghi di incontro e confronto tra le generazioni, “palestre” di crescita civica senza pregiudizi culturali.
​​​​​Il Comune di Belluno in collaborazione con la Fondazione Teatri delle Dolomiti ha avviato, nel 2015, un’esperienza innovativa per la gestione del Teatro Comunale; si tratta della Residenza teatrale che ha coinvolto tre diverse entità culturali del territorio, per la programmazione teatrale stagionale: il Circolo Cultura e Stampa Bellunese, Tib Teatro e SlowMachine.

www.fondazioneteatridolomiti.it


FONDAZIONE AIDA

Fondazione Aida è una realtà culturale attiva e presente nell’ambito teatrale da oltre trentacinque anni. Creata da un gruppo di artisti e professionisti del teatro, è riconosciuta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali per l'attività teatrale e dal Ministero della Pubblica Istruzione come centro di aggiornamento per gli insegnanti.

Le sue attività sono rivolte a tutte le fasce di età e comprendono la produzione di spettacoli, la direzione artistica di rassegne teatrali, con focus specifico su scuole e famiglie, gestione di teatri, laboratori didattici, corsi di aggiornamento e formazione per operatori del settore, oltre che eventi, mostre, iniziative speciali, promozione della lettura e progetti europei, piattaforme Creative Europe ed Erasmus plus.
Fondazione Aida propone al pubblico tematiche culturalmente significative per la formazione di uno spirito civico e per la condivisione di valori sociali rilevanti per la crescita della comunità.

Dal 2014 ha unito il proprio percorso con quello di Glossa Teatro, con cui condivide lo spirito e l’attitudine per una cultura di pace.

www.fondazioneaida.it

Spettacolo di repertorio

  • LA BADANTE

    data in via di definizione

    LA BADANTE

    testo e regia Pino Costalunga
    con Pino Costalunga e Mariangela Diana
    scenografia Enrico Patechi
    luci e suoni Bersan Fabio
    produzione Fondazione Aida, ATTI
    con il sostegno di Provincia di Trento, Fondazione Caritro

    Un vecchio attore in sedia a rotelle e una badante che non viene dall’Est. Ognuno porta dentro di sé una storia,fatta di momenti felici, di rimpianti e queste due storie, è inevitabile, a volte si incontrano e a volte si scontrano. Lei con la forza di vivere tipica dei giovani, ma che si sente persa in un mondo che non capisce, per cui vive di incertezze, paure, risentimenti, come quello verso tutte quelle donne che vengono da paesi stranieri per fare il suo lavoro. Lui con una storia non del tutto chiara alle spalle, fatta di luci, poche e ombre, molte, che si svela poco a poco, come succede in teatro, luogo in cui lui, attore, ha lavorato tutta la vita. Può succedere che il tutto non funzioni o che funzioni talmente a meraviglia, che sembra non funzionare. Sibillino? No, alla fine tutto sarà chiarissimo e finalmente si potrà fare una bella risata liberatoria... Ma bisogna aspettare la fine della storia, come in qualsiasi giallo che si rispetti.

Spettacolo ospitato

  • INTIMITÁ

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    INTIMITÁ

    di Lorenzo Maragoni, Michele Ruol, Andrea Bellacicco, Eleonora Panizzo, Andrea Tonin
    con Andrea Bellacicco, Eleonora Panizzo, Andrea Tonin
    regia Lorenzo Maragoni
    produzione Amor Vacui, Teatro Stabile del Veneto, La Piccionaia – Centro di Produzione Teatrale
    in collaborazione con Armunia Centro Residenze Artistiche Castiglioncello – Festival Inequilibrio

    Tre attori cercano si interrogano, in modo a un tempo pubblico e privato, sulla tendenza a ripetere gli stessi schemi di comportamento nelle relazioni. Perchè le mie relazioni non riescono a durare? Perchè in una coppia mi sembra di annullare me stesso? Forse il teatro è il luogo giusto per esplorare queste dinamiche.
    Questo spettacolo, attraverso una storia forse d’amore tra attori e pubblico, vuole esplorare la ricerca di un equilibrio tra le reciproche disponibilità a lasciarsi comprendere, sorprendere, ascoltare.

Nuova produzione

  • IL SEGRETO DEL PIFFERAIO MAGICO

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    IL SEGRETO DEL PIFFERAIO MAGICO

    drammaturgia originale Pino Costalunga, Claudia Bellemo
    regia Nicola Perin
    consulenza registica Pino Costalunga
    aiuto regia Ilaria Schio
    con Claudia Bellemo, Sara Favaro, Anna Scomparin
    scenografia Enrico Patechi, Ilaria Schio
    costumi Federica Bugin
    disegno luci Daniele Schio

    Tre giovani attori si trovano nella bizzarra situazione di rimanere bloccati, durante un nuovo lockdown, in un supermercato. Notando di non essere soli (nel gioco verrà chiesto anche al pubblico di prendere parte alla storia nel ruolo di spettatori anch'essi bloccati nel medesimo posto) cercano qualcosa per poter passare il tempo assieme. Ma, intrappolati tra scaffali pieni di cibarie, cosa si può fare a parte mangiare? Raccontare una storia! Ma ce ne vuole una che ci aiuti a capire cosa sta succedendo, che ci faccia passare la paura ma che anche ci faccia crescere. Così i nostri protagonisti ne approfittano per utilizzare gli oggetti più strampalati per raccontare la storia de il pifferaio magico. Questa leggenda tedesca si ispira ad una pandemia del XIII secolo che colpì proprio i bambini. Ma perché gli attori raccontano di pandemia durante la pandemia? Per far vivere la speranza e il desiderio. L’umanità ha già affrontato situazioni simili nel corso della storia riuscendo a superarle e acquisendo maggiori consapevolezze.I tre attori, lasciandosi prendere dalla creatività, creeranno una versione tutta nuova della fiaba, molto più vicina alla realtà di questi tempi: una città invasa dai ratti che distruggono qualsiasi cosa costringendo le persone a rimanere chiuse in casa. La soluzione potrebbe essere quella di acquistare dei gatti, ma gli abitanti avari, preferiscono aspettare che qualcuno risolva il problema al loro posto. Cosi tocca ai bambini e ai ragazzi gestire la situazione, studiando e scoprendo come sconfiggere i ratti, creando una rete invisibile di comunicazioni, messaggi in codice, condivisione di “buone pratiche” per risanare la città, una sorta di manifesto che sarà compito loro insegnare anche ai più grandi. Mettendosi assieme in prima linea, scrivendo regole e condividendo l’importanza del senso civico, faranno sì che i ratti fuggano dalla città.

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