Teatro Comisso di Zero Branco | Slowmachine

TEATRO COMISSO DI ZERO BRANCO

'Auditorium Comunale "Giovanni Comisso”, dedicato allo scrittore Giovanni Comisso, si trova a Zero Branco nel complesso di Villa Guidini, ed è stato realizzato nel 2004 nella ex barchessa della Villa settecentesca. La struttura ospita anche la Biblioteca Comunale. Teatro e Biblioteca sono gestiti direttamente dal Comune di Zero Branco.
L'Auditorium cerca di offrire una programmazione culturale ampia e variegata, in grado di rivolgersi a vari titpi di pubblico, e che sappia far fronte alle esigenze della popolazione locale, ma che al contempo abbia uno sguardo aperto sul territorio. Le proposte spaziano quindi dal teatro amatoriale al teatro professionistico, dalla musica ad altre tipologie di eventi.
Viene utilizzato dalle Associazioni locali e dall'Istituto Comprensivo di Zero Branco per spettacoli, concerti ed eventi, ma offre anche la possibilità di assistere a spettacoli di teatro professionale.
In particolare, in questi ultimi anni ospita una stagione teatrale di prosa e una rassegna di teatro per ragazzi organizzata e prodotta dalla compagnia teatrale Stivalaccio Teatro. La compagnia si occupa della diffusione del teatro e della cultura realizzando spettacoli, letture, ma anche attività di coinvolgimento del pubblico come laboratori e workshop per adulti e bambini.

www.stivalaccioteatro.it/rassegne/teatro-comisso-zero-branco-2019-2020/


SLOWMACHINE

SlowMachine è una compagnia teatrale nata a Belluno come progetto artistico sulla contaminazione delle arti con l’esigenza di creare un polo d'ideazione, produzione e circolazione di lavori teatrali e performativi.

Dal 2012 ha prodotto con la regia di Rajeev Badhan vari spettacoli che indagano l'utilizzo di nuove tecnologie in relazione ai classici e alla drammaturgia contemporanea, oltre a percorsi di community arts. Dal 2014, SlowMachine dà vita alla stagione “Belluno Miraggi” diretta da Rajeev Badhan ed Elena Strada al Teatro Comunale di Belluno con il contributo della Fondazione Teatri delle Dolomiti e il supporto del Comune di Belluno.
Dal 2015 SlowMachine si occupa del progetto di riqualificazione dello spazio HANGAR11, ex hangar militare sito presso l’ex-caserma Piave di Belluno, che da rimessa per automezzi militari sta prendendo vita come spazio performativo e dove nel 2018 nasce il Festival Vertigini.

www.slowmachine.org

Spettacolo di repertorio

  • LO ZOO DI VETRO

    data in via di definizione

    LO ZOO DI VETRO

    di Tennesse Williams
    regia, musiche e luci di Rajeev Badhan
    con Giuseppina Turra, Elena Strada, Ruggero Franceschini, Diego Facciotti
    consulenza drammaturgica Franco Lonati
    costumi di Alice Gazzi
    animazioni video di Emanuele Kabu
    scene di Rajeev Badhan, Elena Strada
    maschere di Luca Antonini
    produzione SlowMachine
    con il sostegno di Fondazione Cariverona, Fondazione Teatri delle Dolomiti e Funder35

    Lo Zoo di vetro è un dramma dalle fortissime connotazioni autobiografiche e dal confronto/scontro di molteplici sfumature tematiche: dalla solitudine alla diversità/isolamento, dalla frustrazione alla bellezza/amore, dallo scontro generazionale alle aspettative mancate e a quelle ancora attese. Il tutto all'interno di un nucleo familiare che ci rivela molto dell'autore stesso. la regia di Rajeev Badhan punta a dare nuova vita a questo classico anche attraverso il capace utilizzo del video e delle animazioni video trasportando così lo spettatore all'interno dell'universo soggettivo del ricordo e in quello della fantasia di una mente chiusa nel suo isolamento e nella sua 'diversità'. Tennesse Williams ha definito quest'opera 'dramma del ricordo': un ricordo selettivo che vive nei contorni indefiniti della sua soggettività, liquido, trasparente e fragile come il vetro.

Spettacolo ospitato

Nuova produzione

  • TITOLO IN DEFINIZIONE

    data e titolo in definizione

    La nuova produzione di Slowmachine vuole essere una scrittura originale che parte da "La Peste" di Camus come porta per un parallelismo con la situazione del lockdown e del Covid19 e "Sorvegliare e punire" di Foucalt. Il percorso di creazione prevede l'attraversamento di una delle comunità più colpite da questa situazione pandemica, cioè i ragazzi delle scuole.