76° Ciclo Spettacoli Classici

Giancarlo Marinelli ha diretto questo suo quinto Ciclo di Spettacoli Classici, “Stella Meravigliosa”, partendo da un dilemma tratto dal romando di Mishima Yukio scritto nel 1962: riproduzione o annientamento? Conservazione o distruzione?
Tale quesito è stato il fulcro su cui è stato ideato il 76° Ciclo, se la forza del Mito sia quella di poter essere passato di Testo in Testo cambiando forma in base ai tempi correnti, oppure se sia inalienabile dal suo creatore e che senza esso il Classico ed il Classico non siano rappresentabili.
Quindi la preservazione della Terra dalla Guerra nel romanzo di Mishima, per Marinelli diventa metafora della preservazione del Testo: “Cosa dobbiamo fare? Salvarla o distruggerla? Forse che preservandolo [il Testo e la Terra] li stiamo lentamente prosciugando? E quindi distruggendoli, una volta per tutte, daremmo via a una sua nuova creazione? Oppure è possibile una terza via? Una mediazione al rialzo? Ma esiste un compromesso all’altezza della meraviglia della Terra Promessa?”.

Questa 76° edizione del festival è stata avviata dalla prima nazionale di “Sette a Tebe”, drammaturgia ispirata dalla tragedia di Eschilo, scritta e diretta da Gabriele Vacis, già noto al pubblico del Teatro Olimpico per il suo apprezzato Prometeo della passata edizione dei Classici. In questo suo “Sette a Tebe” è stata messa in scena la mitologia di Tebe e la saga sulla stirpe di Edipo, ma in questa nuova versione è la gente della città di Tebe che assiste e commenta e determinare gli eventi; la folla, un’opinione pubblica invadente ed onnipresente che diventa capace di trasformare in festa, in mercato, anche il più tragico degli eventi.