68° Ciclo Spettacoli Classici

Ritorna Emma Dante al Teatro Olimpico nel ruolo di direttore artistico per il 68° Ciclo di Spettacoli Classici a cui lei ha dato il nome “I Fiori dell’Olimpo”. Al centro di questa edizione del festival è stato posto il fascino dell’ignoto, il superamento delle barriere e l’esplorazione di spazi sempre nuovi ma anche la cura e il rispetto per i fragili fiori dell’arte, orientandosi verso “artisti capaci di sfuggire a sé stessi, di staccarsi dal proprio io e ricercare l’altrove. Artisti scomodi, irrequieti, che partendo dalla radice generano rami attorcigliati in un groviglio doloroso. Rami nuovi. Di una pianta rara che non si è mai vista. Il tema di quest’anno è dunque la fioritura del teatro nel teatro, in un luogo difficile da raggiungere e impedita dalle nuvole, che contiene dentro di sé il seme”. Il seme di quelli che sono “I Fiori dell’Olimpo”.

Lo spettacolo di apertura è stato “Prima lettera di San Paolo ai Corinzi” di Angelica Liddell, terza parte del Ciclo delle Resurrezioni dopo “You Are my Destiny” (Lo stupro di Lucrezia) e “Tandy”, di cui lei dice: la Lettera di San Paolo ai Corinzi contiene una delle più appassionate difese dell’amore che siano mai state concepite. Ma abbiamo lavorato sul testo per costruire un’eresia: trapiantare il fervore dell’amore sacro nel territorio dell’amore profano. Si tratta di una mistica rovesciata che cerca di trovare il senso del sacro all’interno dell’eresia stessa.

Emma Dante, invece in occasione di questo ciclo di eventi, ha portato in scena “Odissea - movimento n. 1”, frutto dei sui allievi del Teatro Biondo di Palermo. Si tratta di un testo liberamente tratto dal poema di Omero riguardante l’attesa del ritorno di Odisseo e la consapevolezza di Telemaco sul necessario passaggio all’età adulta. Il figlio, l’attesa del padre, il ritorno e l’origine diventano metafora del viaggio di ogni essere umano verso la conoscenza.