Spettacoli - 73° Ciclo Classici

Clitennestra

I morsi della rabbia
prima nazionale

AVVISO
Informiamo che lo spettacolo Clitennestra dei giorni 16,17,19 e 20 Ottobre alle ore 21.00 previsto inizialmente nel giardino del Teatro Olimpico verrà spostato nel Foyer del Teatro Comunale in via Mazzini 39 a causa di esigenze organizzative.

Spettacoli

venerdì 16 ottobre, 21:00Foyer Maggiore
sabato 17 ottobre, 21:00Foyer Maggiore
lunedì 19 ottobre, 21:00Foyer Maggiore
martedì 20 ottobre, 21:00Foyer Maggiore

Crudele, infida, violenta, adultera e assassina: il prototipo dell’infamia femminile. Questo era Clitennestra per i greci: una kynopis – faccia di cagna. Un vero e proprio mostro. Uccide il marito e l’amante di lui a colpi di scure. Ma la sua storia, non tanto diversa da numerosi casi di donne criminali dei nostri giorni, offre lo spunto a importanti riflessioni sulla natura del diritto e della giustizia.

Che la storia di Clitennestra sia legata alla nascita del diritto è cosa ben nota: nell’Orestea, Eschilo celebra - appunto - il passaggio dall’era della vendetta a quella del diritto. Nel 458 a.C. quando l’Orestea andò in scena, la vendetta era ancora un argomento al centro del dibattito civico. La sovranità del diritto, che voleva dire accettazione di un potere sovraordinato alla famiglia, era un principio che incontrava molte opposizioni.
Nella polis era in atto un drammatico scontro tra i valori competitivi dell’ antica comunità, basata sui legami di sangue, e i nuovi valori civici, di tipo cooperativo, che subordinavano gli interessi e i poteri dei gruppi familiari agli interessi comunitari. E quale famiglia, meglio di quella degli Atridi, aveva un passato idoneo a illustrare la necessità di superare gli orrori della vendetta? Clitennestra, sposando Agamennone, entra in una famiglia per cui la vendetta non era solo un dovere sociale, ma anche una necessità psicologica, un piacere. La ragione per cui la saga dei Tantalidi era il background perfetto sul quale inserire la storia che celebrava la nascita del diritto è più che evidente: sino al momento in cui, nelle Eumenidi, Atena istituisce il primo tribunale, l’Areopago, la catena delle vendette non può fermarsi. Ma da quel momento in poi nasce il nuovo mondo: la polis con i suoi tribunali. Nel luogo dove questa consapevolezza nasceva, la tragedia greca, Eschilo descrive la nascita della coscienza di Dike come l’inganno delle Erinni, cui viene offerto di diventare “straniere residenti” nel mondo degli dei, a patto che smettano di inseguire Oreste per vendicare l’uccisione della madre e lo lascino giudicare da un tribunale. La violenza della vendetta deve dunque essere ingannata.

A questa riflessione si aggiunge il tema aristotelico dello stupore, che in questo nostro secolo troviamo spesso e non a caso riferito alla violenza: stupore come scoperta e come delusione, come improvvisa rivelazione della”durezza” della vita e come altrettanto improvviso svelamento dell’inadeguatezza di “culture” o di “ingenuità” delle teorie. Niente percorso di redenzione comunque. Clitennestra è una donna non rieducabile , ma questo nuovo tribunale potrebbe forse giudicarla diversamente.

di e conAnna Zago
regia diPiergiorgio Piccoli
produzioneTheama Teatro