

Il Teatro Comunale di Vicenza presenta Come sorelle, un intenso e delicato spettacolo che affronta la tragedia dell'Olocausto e delle leggi razziali in Italia attraverso una prospettiva unica: lo sguardo e le emozioni dei bambini. Uno spettacolo poetico che unisce la memoria storica alla sensibilità del presente, nato non solo dalla grande letteratura ma anche da un profondo percorso di laboratorio teatrale condiviso con i ragazzi di oggi.
| Wednesday 27 January, 10:00 | Sala del Ridotto | Buy ticketBuy |
Al centro della narrazione ci sono due famiglie italiane degli anni Trenta: la famiglia Segre, con le due figlie Loredana e Lucilla, e la famiglia Folliero, con la figlia Bettina. Loredana e Bettina sono amiche del cuore, trascorrono tutti i pomeriggi insieme a giocare. Il loro legame è così profondo che Bettina propone un giorno a Loredana di diventare "sorelle di sangue": perché se nel corso della vita le amiche si possono perdere, le sorelle lo restano per sempre.
Nessun pericolo sembra minacciare la loro infanzia spensierata, finché non arriva il "tempo delle parole sottovoce". Improvvisamente l'atmosfera festosa della strada cambia, le voci perdono allegria, la gente smette di ridere e sembra incapace di salutarsi guardandosi dritta negli occhi. È l'avvento drammatico delle leggi razziali fasciste, che trasforma la famiglia Segre – di origine ebrea – in cittadini di seconda categoria, vietando ai bambini di frequentare la scuola pubblica. Attraverso i piccoli gesti quotidiani, i giochi spezzati e le trasformazioni sociali, la pièce mostra la normalità della vita di tutti i giorni che si scontra con il tragico epilogo della Storia.
Come sorelle non è solo una messinscena, ma il frutto di un ricco laboratorio drammatico condotto da Monica Mattioli con studenti di quarta elementare (9 anni). I bambini hanno rielaborato importanti letture sulla Shoah attraverso disegni e improvvisazioni, inventando nuovi racconti che sono stati poi intrecciati per dare vita alla drammaturgia finale dello spettacolo.
L'opera si presta a molteplici piani di lettura: i più grandi vi troveranno una precisa storicizzazione del razzismo e delle sue dinamiche, mentre i più piccoli verranno profondamente colpiti dal valore universale dell'amicizia che resiste alle discriminazioni imposte dal mondo degli adulti. Un'occasione preziosa per far vivere la memoria storica "nella testa e nella pancia" dei ragazzi, usando il teatro come potente strumento didattico ed emotivo per non dimenticare mai.
| Testo e Regia | M. Mattioli e M. Parmagnani |
| In scena | Monica Mattioli |
| Ispirazione Letteraria | Racconti di Lia Levi ("Sorelle") e Anne-Lise Grobety ("Il tempo delle parole sotto voce") |
| Drammaturgia partecipata | Scritta in collaborazione con gli alunni di una classe 4° elementare |
di e con Giangranco Spigolon Meneguzzo
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