Vicenza Jazz

New Sketches of Spain

Con Israel Galvan e Michael Leonhart
Prima ripresa italiana per il 2026

Spettacoli

mercoledì 20 maggio, 18:00Teatro Comunale di Vicenza - Sala MaggioreAcquista bigliettoAcquista

Sketches of Spain di Miles Davis rientra nella cosiddetta classifica Top Ten dei dischi più venduti di sempre, fra quelli realizzati da musicisti di jazz, che in particolare si sono fregiati di almeno un “disco di platino” (negli Stati Uniti, un milione di copie). È l’esempio più noto di uno stile di jazz definito third stream, “terza corrente”, ovvero l’incontro fra jazz e musica classica e, nello specifico, anche vari tipi di world music. A decretarne il successo fu primariamente il brano di apertura del disco, cioè una particolare versione del secondo tempo, Adagio, del Concierto de Aranjuez di Joaquin Rodrigo.

L’ispirazione per la creazione di quell’album venne a Davis dopo aver accompagnato sua moglie Frances Taylor Davis ad assistere a un’esibizione del ballerino di flamenco Roberto Iglesias (non va dimenticato che Francis, all’apice della sua carriera di ballerina – fra l’altro con la Katherine Dunham Company e poi prima ballerina african american a danzare con il Paris Opera Ballet – lasciò la carriera per seguire l’attività di Miles).

Ma di Sketches of Spain si ricorda tutto, dall’autore della copertina, l'artista spagnolo Antonio Garcia Flores, al produttore Teo Macero che iniziava così, per la Columbia Records, la sua collaborazione con Davis e che sarebbe continuata sino e oltre Bitches Brew (altro disco di platino, distanziato solo dai cinque platini di Kind of Blue).

Sketches of Spain usciva nell’estate del 1960 e chiudeva dodici mesi di un trittico discografico memorabile a dir poco: Kind of Blue (il disco di gran lunga più noto nella storia del jazz), Jazz Track (che conteneva la colonna sonora di Ascensore per il patibolo) e Workin’ with the Miles Davis Quintet (quello aperto da It Never Entered My Mind, Four e In Your Own Sweet Way).

Tutto questo era ben noto al trombettista americano Michael Leonhart che ha pensato e realizzato con il suo settetto queste nuove Sketches of Spain, appositamente per la realizzazione di Israel Galvàn, coreografo e ballerino di flamenco, stella assoluta nel panorama della danza contemporanea, grazie al quale Sketches of Spain torna a essere quello per cui, in fondo, era nato: un’incredibile, a suo modo unico esempio di music to dance.

Israel Galván

La sua danza è soprannaturale, non solo per il suo virtuosismo di interprete, ma anche per la sua incessante ricerca di un’oltranza, di un'eccedenza, di una sproporzione tra il gesto umano e ciò che la musica - o il silenzio - non arrivano a dire. Ecco l'Andalusia, polvere e luce, cieli viola e ombre nere come bibbie. Ecco Aranjuez, ebbrezza della malinconia, il demone meridiano, il lutto dei giardini. Ecco le processioni della Settimana Santa, i canti rituali dai balconi, la solitudine tormentata e orgogliosa. Emozioni incarnate nell'impeto di un solo corpo polifonico.
Israel Galván è un innovatore del flamenco, celebre per aver creato uno stile espressivo unico che combina movimenti frammentati con elementi contemporanei, ampliando il linguaggio tradizionale della danza. Vincitore del Premio Nazionale di Danza nel 2005, ha ricevuto importanti riconoscimenti internazionali come il Bessie Award, la Medalla de Oro al Mérito en las Bellas Artes e il titolo di Officier de l'Ordre des Arts et des Lettres. Nato da una famiglia di ballerini sivigliani, Galván ha iniziato la sua carriera nella Compañía Andaluza de Danza nel 1994, collaborando con artisti di rilievo. Dal suo primo spettacolo nel 1998, “¡Mira! / Los Zapatos Rojos”, ha rivoluzionato il flamenco con opere come “La Edad de Oro” e “Lo Real”. Negli anni recenti ha esplorato nuovi territori artistici con spettacoli come “Torobaka” e “Carmen” (2024), e collaborazioni interdisciplinari che spaziano dal cinema alla robotica. Figura di spicco della danza moderna, è anche Artista Associato del Théâtre de la Ville de Paris.


Michael Leonhart
Se Gil Evans era riuscito, parole di Miles, a far suonare un'orchestra come una sola chitarra, l'arrangiamento e l'orchestrazione di Michael Leonhart per il piccolo ensemble prodotto da Alberto Fabris rivelano ancora più chiaramente il movimento dei ritmi e delle costellazioni armoniche, la purezza delle melodie, la forza indistruttibile delle antiche scale arabe che scavano, si piegano e si contorcono nell'anima come un blues andaluso. In fondo, la Spagna non si è mai mossa di qui, da questa prima ibridazione dell'Africa nera in una musica che, secoli dopo, si sarebbe chiamata jazz.
Michael Leonhart è un talentuoso trombettista, compositore e produttore di New York, noto per la sua versatilità e la capacità di spaziare tra diversi generi musicali, dal jazz al pop e alla musica sperimentale. Dirige la Michael Leonhart Orchestra (MLO), con cui ha collaborato con artisti di rilievo come Nels Cline, Bill Frisell e Donny McCaslin, e di recente con Elvis Costello per l'album "The Normyn Suites". Premiato già a 17 anni con un Grammy, ha collaborato con artisti di fama come David Byrne, Mark Ronson, e Steely Dan, di cui è stato anche arrangiatore e direttore d’orchestra per l’album vincitore del Grammy “Two Against Nature”. Oltre a pubblicare sette album da solista e due con la MLO, ha lavorato su colonne sonore, progetti televisivi e musical come “Fela!”. La sua carriera è caratterizzata da un’incessante esplorazione musicale e da
collaborazioni che consolidano il suo ruolo di influente figura nella musica contemporanea.

Israel Galváncoreografia
Michael Leonhartmusica eseguita dal vivo ( tromba + esemble ), arrangiamento, orchestrazione
Frei Addison Woodpianoforte
Antonio Leofreddiviola
Gilberto Taroccoclarinetto e clarinetto basso
Giulio Visibelliflauto
Mattia Boschivioloncello
Daniel Freedmanpercussioni
Alberto Fabrisproduzione musicale
William Novati / Pedro León suono
Francesco Trambaioliluci
Compagnia IGALVAN e PONDEROSA MUSIC & ARTproduzione

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