Spettacoli - 72° Ciclo Classici

Ecuba

Prima nazionale

INCONTRI
a cura dell’Accademia Olimpica

sabato 12 ottobre ore 18 - Odeo del Teatro Olimpico
ECUBA | METATEATRO (E METÀ CHISSÀ): alle frontiere della scrittura teatrale
Laboratorio Olimpico 2019 (XIV edizione)
con il contributo dell’Accademia Olimpica di Vicenza
tavola rotonda con la partecipazione di Marina Carr, autrice di Ecuba
intervistata da Monica Capuani
introduzione a cura di Roberto Cuppone

Generalmente per metateatro si intende quel corto circuito che avviene nello spettatore quando il teatro è oggetto di se stesso; ma a ben guardare questa scintilla in teatro scocca sempre, quando l’attore riesce ad apparire altro da sé proprio mentre si dichiara finto. Il Teatro Olimpico di Vicenza, emblema unico di questo paradosso, di un hic et nunc fissato ad aeternum, è lo sfondo ideale per questa riflessione.

Partecipazione libera fino ad esaurimento dei posti disponibili

Spettacoli

venerdì 11 ottobre, 21:00Teatro Olimpico
sabato 12 ottobre, 21:00Teatro Olimpico
domenica 13 ottobre, 21:00Teatro Olimpico

Ecuba di Marina Carr è una straordinaria drammaturgia ancora sconosciuta in Italia, che - con una scrittura tesa ed ipnotica - attraversa e reiventa il grande originale euripideo, per ritrovarne un messaggio incandescente che continua a parlare all’uomo contemporaneo. Marina Carr compie un’ardita operazione di rimontaggio dei materiali della tragedia antica, costruendo una vertiginosa narrazione ad incastro tra i personaggi: Ecuba e Agamennone, Cassandra e Polissena, Polimestore, Odisseo, Polidoro, Neottolemo diventano i narratori al tempo stesso interni ed esterni di una vicenda di guerra e sopraffazione terribile che si ripete senza fine nella storia umana. In una sorta di luogo sospeso, uno spazio immaginario fuori dal tempo – come a tutti gli effetti è il palcoscenico – riaffiorano dalla mente dei personaggi le azioni e le vicissitudini che li hanno visti protagonisti.

Un racconto dal ritmo serrato e concatenato, dove le descrizioni accurate delle azioni, dei delitti, delle passioni e degli affetti rimbalzano da un personaggio all’altro, tracciando le coordinate di un mito sanguinoso ed eterno che progressivamente si reinventa e ricostruisce nella lotta verbale dei protagonisti, convocati a far riemergere gli eventi dal pozzo profondo del passato, per dar loro nuova vita e voce. Dominante e ineluttabile è il grande tema della guerra. In Ecuba la guerra non è più un fatto solamente storico o mitologico, ma diviene uno scontro diretto e feroce nella mente dei personaggi. Il conflitto diventa privato, interiore, interno alle relazioni umane, riverberando una violenza inaudita nei rapporti che innesca una drammatica riflessione sulla capacità di sconvolgimento e distruzione che la guerra reca nell’uomo e all’uomo.

Nel testo di Marina Carr rivive tutta la tragedia degli antichi e c’è tutta la tragedia dei contemporanei: c’è l’universale disperazione di una madre, la lotta dei figli, la crudeltà ed il sopruso dei vincitori, l’esilio e l’umiliazione dei vinti. Un registro stilistico e narrativo innovativo e potente, a metà tra il racconto ed il vissuto, tra l’essere presente a sé stessi e lo staccarsi dal presente e da sé – forse per la troppa violenza che quel presente rappresenta – rende questo testo davvero unico e magnetico. Andrea Chiodi raccoglie la sfida di un confronto con questa drammaturgia ardua e magistrale, dando vita a uno spettacolo corale ed emozionante. A fianco di un’artista del calibro di Elisabetta Pozzi, alcuni dei più grandi attori della nuova scena italiana come Federica Fracassi e Fausto Cabra.

diMarina Carr
traduzione diMonica Capuani
regia di Andrea Chiodi
conElisabetta Pozzi, Federica Fracassi, Fausto Cabra, Alfonso Veneroso, Valentina Bartolo, Luigi Bignone, Alessandro Bandini, Alfonso De Vreese, Alessia Spinelli
scene Matteo Patrucco
luci Cesare Agoni
costumi Ilaria Ariemme
musiche Daniele D'Angelo
produzioneCentro Teatrale Bresciano