Elettra

Tib Teatro

Prima assoluta
TIB TEATRO

ELETTRA di Euripide

Traduzione Caterina Barone
Regia Daniela Nicosia 

Spettacoli

sab 20 ottobre, 20:30Teatro Olimpico
dom 21 ottobre, 18:30Teatro Olimpico

L’Elettra di Euripide presenta tratti singolari che, nell’allontanarla da un ambito eroico, quale quello ancora presente nella coeva di Sofocle, ne fanno un modello che si presta in maniera significativa ad un contesto contemporaneo in cui l’azione assume i colori di una mattanza cieca, mossa da pulsioni assolute, generata da sentimenti ambivalenti e oscuri in un paesaggio scarno, quasi da suburbio metropolitano. Fratelli assassini, complici nell’uccisione dell’amante materno, prima, e artefici poi del matricidio, vero nucleo della tragedia. Ma qual è l’origine di questo impulso matricida? La tragedia, prima dell’intervento dei Dioscuri, che, nell’esodo, ne addossano la responsabilità ad Apollo, si conclude con queste parole di Elettra: “...madre odiata e amata”, affermazione, questa, che rimanda ad un universo freudiano ante-litteram. Rapporto madre-figlia, figli che uccidono chi li ha generati, atto simbolicamente necessario ad affrancarsi da essi, e in questo caso, proprio come in episodi recenti che la cronaca ci rimanda, realmente compiuto. Atto che nell’universo euripideo comporta uno sgretolamento interiore dei fratelli matricidi, dal cuore «tutto desmandorlatos», secondo Giovanni Testori nel suo sdisOrè, sgretolamento che corrisponde ad un disfacimento esteriore: bagnati del sangue materno, i loro tratti appaiono alterati, così come i loro pensieri. Le certezze che avevano mosso le pulsioni omicide ora vacillano, in quell’umano procedere che tanto interessa Euripide.

NOTE DI REGIA
Elementi scenici essenziali, idonei a riflettere il vuoto, che è vuoto esistenziale, disincanto, quello che connota l’incerto avanzare dei protagonisti nel loro terribile disegno. Grande rilievo verrà dato all’aspetto visivo e a quello sonoro. Il disegno luci sezionerà lo spazio, ne isolerà precisi elementi, in un dialogo, non privo di contrasti, quali volute lacerazioni, con le architetture dell’Olimpico. Tramite l’effetto surround, lo spettatore potrà immergersi pienamente nella realtà rappresentata, che evocherà ambienti naturali, atti a contestualizzare la tragedia. Il frinire delle cicale, il nitrire dei cavalli, lo scorrere delle acque, concorreranno a creare la parabola ascendente, la climax culminante nel matricidio, vero nucleo narrativo dell’opera. La regia sarà caratterizzata da un lavoro accurato sulla parola, per tradurla in corpo scenico, materia scarna, priva di orpelli, realista. Il testo classico intersecherà la contemporaneità, dalla cronaca all’Elettra della Yourcenar. Parola, geometrie spaziali, vuoto, suggestioni sonore, quali segni di una drammaturgia della scena, volta a perseguire un teatro dell’emozione che mentre smaschera l’antico mito, incontra il presente, il suo nichilismo, le sue anomie.

Daniela Nicosia

 

Di Euripide
Traduzione Caterina Barone
Regia Daniela Nicosia
ConGabriele Barbetti, Giulia Bisinella, Miriam Costamagna, Massimiliano Di Corato, Andrea Lopez Nunes, Caterina Pilon
Aiuto regiaVassilij Gianmaria Mangheras
SceneGaetano Ricci
Musiche originaliPaolo Fornasier
Elementi coreograficiClara Libertini, Laura Zago
Disegno luciPaolo Pellicciari
SuonoSimone Livieri
Assistente alla regiaIsabella De Biasi
Foto di scenaUmberto Colferai
Una produzioneTib Teatro