

| venerdì 15 maggio, 21:00 | Teatro Comunale di Vicenza - Sala del Ridotto | Acquista bigliettoAcquista |
Makaya McCraven è un musicista della generazione dei quarantenni, un batterista, compositore e in generale un music maker che può rappresentare molto bene la variopinta scena attuale del jazz proveniente da Chicago. Già il suo percorso familiare e di formazione è in qualche modo significativo: figlio d’arte, nasce a Parigi dall’unione fra il batterista americano di Washington Steve McCraven e la cantante ungherese Agnes Zsigmondi, che lo portano a crescere in Massachussetts; sarà poi lui a spostarsi a Chicago nel 2007. La sua idea della musica riflette questo continuo viaggiare e molto di più: vi si incontra il jazz, non solo quello d’avanguardia ma anche lo straight-ahead, e parimenti la tecno, l’hip hop, la multicolore scena londinese che ama lavorare il suono in postproduzione. Se vogliamo provare a capire dove sta portando una delle strade del jazz d’oggi, questa è un’ottima occasione.
BIOGRAFIA
Makaya McCraven, giustamente definito un “sintetizzatore culturale” e uno “scienziato del ritmo”, ha un dono unico nel suo genere: quello di abbattere le distanze, distruggere i confini e fondere passato, presente e futuro in arrangiamenti polifonici di musica folk del XXI secolo, radicata nel jazz e post-genere. Presentato dal New York Times, Vice, Pitchfork, Rolling Stone, The Guardian e NPR, tra le altre testate, Makaya e la musica che produce oggi sono, secondo Passion of Weiss, “parte di un dibattito necessario sulla prossima evoluzione della musica improvvisata nera conosciuta colloquialmente come ‘jazz’”. Ha trovato i fili che collegano il passato al presente e li sta avvolgendo con nuovi colori e trame, oppure li sta pizzicando allegramente come le corde di un grande strumento".
| batteria | Makaya McCraven |
| tromba | Marquis Hill |
| basso elettrico | Junius Paul |
| chitarra | Matt Gold |
Durata: 90 minuti (senza intervallo)
Barbara Hannigan & Bertrand Chamayou “Jumalattaret” per soprano e pianforte di John Zorn (e altre musiche di Olivier Messiaen e Alexandr Scriabin)
prima italiana
Mary Halvorson Canis Major | Uri Caine solo piano
Prima Italiana
prima italiana