

| venerdì 15 maggio, 21:00 | Teatro Comunale di Vicenza - Sala del Ridotto | Acquista bigliettoAcquista |
Makaya McCraven è un musicista della generazione dei quarantenni, un batterista, compositore e in generale un music maker che può rappresentare molto bene la variopinta scena attuale del jazz proveniente da Chicago. Già il suo percorso familiare e di formazione è in qualche modo significativo: figlio d’arte, nasce a Parigi dall’unione fra il batterista americano di Washington Steve McCraven e la cantante ungherese Agnes Zsigmondi, che lo portano a crescere in Massachussetts; sarà poi lui a spostarsi a Chicago nel 2007. La sua idea della musica riflette questo continuo viaggiare e molto di più: vi si incontra il jazz, non solo quello d’avanguardia ma anche lo straight-ahead, e parimenti la tecno, l’hip hop, la multicolore scena londinese che ama lavorare il suono in postproduzione. Nel 2020 vince la classifica dei batteristi emergenti, “Rising Star”, dei critici della rivista Down Beat. Sposato con Nitasha Tamar Sharma, professoressa di studi afroamericani e asiatico-americani alla Northwestern University, Makaya McCraven incarna perfettamente la figura del musicista-intellettuale ma non meno manager di sé stesso al passo dei tempi nel villaggio globale. Questa posizione è chiarita soprattutto dal suo sesto album in studio, In These Times (Nonesuc, 2022), alla cui realizzazione collaborano musicisti quali Jeff Parker, Brandee Younger, Macie Stewart, Junius Paul, Marta Sofia Honer e Lia Kohl. Se vogliamo provare a capire dove sta portando una delle strade del jazz d’oggi, questa è un’ottima occasione.
BIOGRAFIA
Makaya McCraven, giustamente definito un “sintetizzatore culturale” e uno “scienziato del ritmo”, ha un dono unico nel suo genere: quello di abbattere le distanze, distruggere i confini e fondere passato, presente e futuro in arrangiamenti polifonici di musica folk del XXI secolo, radicata nel jazz e post-genere. Presentato dal New York Times, Vice, Pitchfork, Rolling Stone, The Guardian e NPR, tra le altre testate, Makaya e la musica che produce oggi sono, secondo Passion of Weiss, “parte di un dibattito necessario sulla prossima evoluzione della musica improvvisata nera conosciuta colloquialmente come ‘jazz’”. Ha trovato i fili che collegano il passato al presente e li sta avvolgendo con nuovi colori e trame, oppure li sta pizzicando allegramente come le corde di un grande strumento".
| batteria | Makaya McCraven |
| tromba | Marquis Hill |
| basso elettrico | Junius Paul |
| chitarra | Matt Gold |
Durata: 90 minuti (senza intervallo)
Barbara Hannigan & Bertrand Chamayou “Jumalattaret” per soprano e pianoforte di John Zorn (e altre musiche di Olivier Messiaen e Alexandr Scriabin)
prima italiana
Mary Halvorson Canis Major | Uri Caine solo piano
Prima Italiana
prima italiana