Il Festival

La musica rock è stata per decenni la narrazione sociale più diretta delle generazioni. La libertà offerta dal rock ha permesso di spaziare tematicamente e strutturalmente tanto da fare del rock stesso una materia cangiante e modellabile.Una sorta di esperanto in cui ritrovare ribellione, cause politiche, disagio, esistenzialismo, nuove estetiche e messaggi universali. Da quest’anno Vicenza avrà un nuovo festival rock che vuole essere speculare al festival jazz e non a caso si svolgerà sei mesi dopo.

Il nome scelto è AMP Festival, dove AMP è sia la contrazione di amplificatore (sinonimo di musica elettrica) che l’acronimo di Altri Mondi Possibili. Altri modi di intendere la musica, altre espressioni sonore che vivono attorno al concetto di rock e dintorni. Ma anche un altro modo di concepire un festival. Non solo concerti ma uno spettro ampio che approfondisce, di anno in anno, il tema scelto per ogni edizione. Quindi incontri, incursioni in altre forme d’arte e soprattutto molta divulgazione. La musica rock, o in generale la musica contemporanea, merita infatti di essere trattata esattamente come la storia dell’arte e quindi il festival andrà oltre i live proposti volendo darsi un’immagine culturale più ampia. Tema della prima edizione è la psichedelia, per l’esattezza i 60 anni della psichedelia. Una stagione irripetibile in cui la fantasia dominava su tutto, una fantasia colorata, artefetta, lisergica e libera. Sarà al centro degli incontri e degli eventi collaterali, con approfindimenti storici e critici.

Dal punto di vista strettamente musicale, il verbo psichedelico si coniugherà invece attraverso 4 concerti di artisti contemporanei che (chi più e chi meno) possono essere associati al genere o almeno accostati a riferimenti di natura iconoclasta e fuori dagli schemi. Si inizierà con i Dirty Three, band australiana nota per essere capitanata da Warren Ellis, sodale di Nick Cave con cui da molti anni stringe una delle collaborazioni più unitarie e fertili della storia recente del rock. Un genio del violino che sul palco diventa sciamanico interprete di una musica che ha un suono potente e dinamico e fonde rock elettrico, improvvisazione e strutture aperte. Senza dubbio uno dei concerti dell’anno e non solo per Vicenza ma a livello nazionale visto che si tratta di un’esclusiva per tutta Italia (da cui la band manca da diversi anni) nonchè della prima tappa del tour europeo.

Si prosegue poi con uno dei pilastri della psichedelia degli ultimi 40 anni, il brittanico Robyn Hitchcock. Artista di vero culto è entrato nella storia col suo folk psichedelico condito da testi eccentrici. A Vicenza si proporrà in solo acustico per un live molto intimo. Terzo concerto quello dello strepitoso gruppo internazionale (formatosi in Italia) dei C’mon Tigre. Il loro stile è un kaleidoscopio sonoro che fonde afrobeat, jazz etiope, funk, elettronica, ritmi mediterranei e world music in un mix ipnotico, sperimentale e danzabile, con un vibe misterioso e collettivo (spesso anonimo). Un viaggio transcontinentale tra radici africane, psichedelia e modernità.

Quarto e ultimo live quello dei Tortoise, da Chicago, gruppo fondamentale degli anni ‘90 ma ancora tra i maggiori interpreti di qualcosa che si può ben dire abbiano quasi inventato loro. Un non-genere in cui strumentalmente si passa dal jazz al kraut rock all’elettronica. Agli albori vennero definiti i portabandiera del post-rock ma ogni etichetta è riduttiva. Dal vivo danno il massimo mostrando capacità strumentali fuori dal comune e uno show unico.

Sul versante prosa, ci sarà lo spettacolo “The Rolling Stones - Paint It Black”, scritto da Enzo Guaitamacchi, storico scrittore e musicista e collaboratore in molti progetti di successo (Quelli della Notte, DOC) che con musica e video proporrà la storia di uno dei gruppi più famosi e importanti di sempre con Andrea Mirò, Folco Orselli e Brunella Boschetti.
Gli eventi collaterali spaziano tra musica, poesia e cinema. Il decano di tutti i critici musicali italiani, Riccardo Bertoncelli, avrà il compito di tenenere una lezione sulla nascita e la storia della psichedelia. Lo scrittore e filosofo Edoardo Camurri si concentrerà più sul mondo delle droghe e delle filosofie legate alla psichedelia nel suo talk “Dieci biscottini acidi”. Il critico cinematografico Mario Sesti e il critico musicale Anton Giulio Onofri invece conduranno una serata dal titolo “2001: suoni e visioni dal film psichedelico per eccellenza” in cui dibattirenno sull’uso delle immagini e della musica nel capolavoro di Kubrick. Per quanto riguarda la poesia, sarà compito di Marco Fazzini (direttore artistico del festival Poetry) di gestire una serata dedicata alla scena poetica psichedelica inglese nella musica prog. Jacopo Bulgarini D’Elci infine, proporrà un incontro in cui parlare di quegli anni attraverso i media e in particolare tv e film.

Tutti i concerti avranno luogo al Teatro Comunale ma nel festival troveranno spazio anche location come il Cinema Odeon, il Monte dei Pegni e la Chiesa di San Vincenzo, a confermare un progetto di rete con le altre realtà cittadine.