67° Ciclo Spettacoli Classici

La direzione artistica viene affidata a Emma Dante che nomina questo nuovo ciclo “Il viaggio al di qua del confine” ispirato dalla sua precedente esperienza come ospite nel ciclo di due anni prima nel Teatro Olimpico, dove, grazie alle prospettive scenografiche di Vincenzo Scamozzi, le “sette vie della città di Tebe, mai rimosse dal palcoscenico del Teatro Olimpico dal 1585, si possono guardare ma non percorrere. Le strutture di legno e stucco, malgrado pericoli d’incendio e bombardamenti bellici, si sono miracolosamente conservate fino ai giorni nostri, dandoci la straordinaria possibilità di continuare a evocare il viaggio nella storia e nella memoria. In quel limite sta il viaggio, in quel confine tra l’aldilà e l’aldiquà, tra ora e fu, si annida l’ipotesi di altri luoghi. Vorrei dare a questa edizione il tema del viaggio al di qua del confine e invogliare gli artisti a stare davanti al regno, avviando la partenza oltre la linea ideale, laddove l’evocazione del viaggio diventa più forte dello spostamento reale da un luogo a un altro”.

Emma Dante ha iniziato il 67° Ciclo di Spettacoli Classici con la prima assoluta del suo “Io, Nessuno e Polifemo”, un progetto che narra l’arrivo di Odisseo nella terra dei Ciclopi e l’incontro con Polifemo; un Polifemo che inizialmente atterrisce per poi si lasciarsi andare mostrandosi un essere pacifico, ironico e loquace che racconta: “le pecore, i montoni, i capretti non s’hanno mai appauràto…”.
Questo Polifemo che, nella solitudine e nel tempo, è diventato pietra in tutt’uno con la roccia, una montagna all’apparenza senza cuore, ma che poi intenerisce con i suoi racconti.