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GIOVANNI CARLO FEDERICO VILLA - IL QUATTROCENTO

Quando il mondo cambia, l’arte arriva prima

progetto a cura di Guido Beltramini

Programma

In un racconto di un’ora, il secolo lungo che ha mutato radicalmente l’arte occidentale dando vita a un linguaggio artistico che solo l’Ottocento impressionista saprà realmente trasformare. Il periodo di cento anni che va sotto il termine di Quattrocento connotandosi quale un passaggio a un’età “moderna” che sarà stagione di conflitti, trasformazioni e violente rotture, l’Europa dagli ultimi decenni del Trecento alla metà del secolo successivo conoscendo una fase di comuni linguaggi, in una stagione di accettata e collegiale sintassi pittorica: non più affermata attraverso egemonie politiche e rovesci di fortune, ma legata da un modo comune di concepire il bello. Un linguaggio prima “internazionale” – identico per funzioni a un latino che contemporaneamente incontra una ripresa di usi e una stagione letteraria con accenti di estrema tensione – e poi connotato dal grande dialogo deflagrato quasi simultaneamente da due poli: a Firenze e nelle Fiandre, con Masaccio e van Eyck, la misura italiana e l’occhio fiammingo. Da qui l’avventura di un’arte che sarà un affare di corte e di famiglia, i mecenati tutti imparentati tra loro, l'intreccio del parentado signorile legando le sorti delle grandi e delle minori città italiane, ma anche della Chiesa. Con Venezia che, solitaria, porterà a compimento e sintesi il secolo avendo in Giovanni Bellini, e nelle sue opere vicentine, la rivoluzione della modernità.

GIOVANNI CARLO FEDERICO VILLA

Giovanni Carlo Federico Villa è professore associato di Storia dell’Arte Moderna all'Università degli Studi di Bergamo e direttore onorario dei Musei Civici di Vicenza e Conservatoria Civici Monumenti. Per le Scuderie del Quirinale di Roma ha curato le mostre Antonello da Messina (2006), Giovanni Bellini (2008), Lorenzo Lotto (2011), Tintoretto (2012) e Tiziano (2013), oltre a numerosi progetti espositivi in Italia e all’estero, tra gli altri per i principali musei di Parigi, Bruxelles, Mosca, San Pietroburgo, Tokyo e Zagabria. È autore di oltre duecento pubblicazioni scientifiche – alcune tradotte in otto lingue – accompagnate a un’intensa attività di conferenziere e teatrale, con Corrado Augias.

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