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Ristoratori_teatro

Homo Ridens_Vicenza

Teatro Sotterraneo

Al termine dello spettacolo è previsto un "Incontro con il pubblico", condotto da un critico teatrale.

Programma

Homo ridens è una performance pensata come un esperimento su campione, una performance dialettica dove il pubblico partecipa a una serie di test attinenti ai meccanismi della risata e dei suoi contrari, fornendo risposte spontanee e non prevedibili. Dalle premesse teoriche che poniamo appare evidente la vastità del campo d’indagine: la stessa biologia sociale impiega anni di studi, esami di laboratorio e sondaggi per focalizzare alcuni aspetti del ridere.
Teatro Sotterraneo intende chiaramente approcciare alla questione con l’obiettivo di compiere un esperimento performativo, un test di tipo teatrale, senza pretese di validità o esaustività scientifica. Quello che ci interessa è una sorta di esercizio di cittadinanza intorno al riso, come meccanismo primitivo ma anche come elemento del linguaggio e dell’immaginario collettivo.
Homo ridens si svolge in effetti come una ricerca di laboratorio in cui il pubblico funge da cavia. Come si ride? Perché si ride? Come si inibisce il riso? Perché non riusciamo a ridere a comando? Il riso è sociale, attiva meccanismi di aggressione ed inclusione/esclusione: come si controllano questi meccanismi? Come si manipola il riso, ovvero come si induce un atteggiamento derisorio verso uno specifico oggetto? Il riso è contagioso, esistono casi documentati di epidemie patologiche di riso: come si trasmette un simile virus e come si debella? Quando è lecito ridere di una cosa e quando i freni culturali/morali inibiscono il divertimento?
Mi diverto e rido nell’evasione – tv e cinema, spettacolo, panem et circenses – ma mi diverto e rido anche nel crimine, nell’atto violento e infine nella rivolta e nella liberazione – una risata vi seppellirà. L’intenzione di Teatro Sotterraneo è porre queste e altre domande in forma di esperimento performativo: il pubblico entra, viene consapevolmente esposto a molteplici stimoli che inducano al riso o lo inibiscano e la risposta collettiva a questi stimoli fornisce i risultati dell’indagine. Ipotizziamo una performance scandita da test di tipo diverso che compongano una sorta di “cartella clinica” del rapporto fra la ‘città’ in cui ci si trova e il riso.
Risulta impossibile adesso formulare esempi specifici, li focalizzeremo però formulare alcune ipotesi di test:
> Il cliché del riso: lavorando sull’immaginario collettivo, manipolare alcuni stereotipi (ad esempio la caduta sulla buccia di banana) per “misurare” la risposta del pubblico a uno stimolo base.
> Divieto di ridere: stimolare il riso e proibirlo, attivando meccanismi di sanzione che puniscano risate udibili, verificando fino a che punto la massa può governare la propria capacità di ridere.
> Humour nero: attivare meccanismi ironici su materiali di tipo drammatico, cercando di ottenere una risposta che risulti “di cattivo gusto” o attivando quel “sentimento del contrario” che l’umorismo pirandelliano identifica nel ridere di qualcosa che reca in sé tracce di dolore.
> Risate registrate: introdotte dall’industria televisiva per attivare specifici meccanismi neurologici, le risate fuori campo sono tutt’oggi una realtà diffusa in tutte le tv del mondo.
E’ possibile indagare il meccanismo virale di questo strumento, è possibile testarne la tenuta magari ponendo il pubblico di fronte a scene incoerenti con lo stimolo a ridere.

Con Homo ridens non abbiamo dunque a che fare con un contesto spettacolare, dove un pubblico di fruitori riceve un’opera. Con Homo ridens ci prefiggiamo l’esecuzione di un test sulla natura del riso: attraverso microeventi di tipo performativo intendiamo sperimentare col pubblico e sul pubblico i limiti e le profondità di questo aspetto della natura umana. Alcuni performer accolgono il pubblico in uno spazio, informano i presenti sulle modalità e gli scopi dell’esperimento, compiono gli esami previsti e comunicano il risultato.

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