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Ristoratori_teatro

NELLA STANZA DI MAX

regia Bàbu Teatro Danza
costumi Laura Pennisi e Roberto Ingrami – Oronero Modena
oggetti di scena Francesco Manenti
con Francesco Manenti, Daina Pignatti, Elisabetta di Terlizzi, Laura Tondelli 

Spettacolo di teatro danza per ragazze e ragazzi, bambine e bambini a partire dai 6 anni, ispirato all'opera di Maurice Sendak alla luce della Convenzione Onu sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza.

Programma

Max è un bambino come tanti, alto così, coi capelli così e gli occhi così, un bambino in cui ogni spettatrice e ogni spettatore può riconoscere qualcosa di sé. Max si mette una coda da lupo, costruisce, smonta, crea, fa grandi balzi, gioca rumorosamente. La mamma lo richiama, lui continua a giocare con gran fracasso e a colorare ovunque fino ed essere mandato a letto senza cena. Ora Max è solo, nella sua cameretta, dove le ombre e i mobili sembrano strane creature che divengono sempre più reali e minacciose. Assomigliano ad animali, poi in un crescendo musicale, ad alberi che crescono, crescono, crescono fino a trasformare la stanza in una foresta. La foresta diventa poi un mare, affascinante ed insidioso. Dopo avere lungamente navigato Max raggiunge un'isola abitata da strane creature selvagge ora buffe e ora spaventose.
Max conosce e affronta le creature selvagge affermando il suo status di bambino e i suoi diritti, tra cui il diritto all'integrità, ad una propria identità, a un nome, una famiglia, un luogo in cui sentirsi sicuro.
Dopo avere giocato, danzato, dopo essere diventato re delle creature selvagge, Max sente profumo di casa, una forte nostalgia. Ripercorre il viaggio a ritroso e ritrova ad attenderlo l'accoglienza della sua stanza e la cena calda.

Max è simile ai giovani spettatori seduti in platea: è un bambino del nord del mondo, ha cibo, istruzione, un tetto, cure quando è malato. Max, in questo spettacolo, farà un viaggio nel suo inconscio, alla scoperta della sua identità che si costruisce nello scoprire, desiderare, rivendicare, i suoi diritti.
 Max ha bisogno di identificare se stesso e una coscienza del diritto all’integrità del suo corpo (a non subire violenza, a non essere maltrattato, a non essere usato per lavorare). Max ha il diritto di giocare, danzare, sporcarsi, ha il diritto di crescere con la sua famiglia, ha il diritto ad un suo spazio di affetto e di memoria.
Il bambino Max compie un viaggio in cui affronta i suoi mostri con intelligenza e dialettica, ottenendo non una vittoria sul campo, ma la coscienza di se stesso, in quanto persona, delle sue capacità e delle sue potenzialità .

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