Ristoratori_teatro

Cavalleria Rusticana - Pagliacci

dal Metropolitan Opera di New York

di P. Mascagni - R.Leoncavallo
direttore Fabio Luisi
produzione The Metropolitan Opera
Cavalleria Rusticana
interpreti: Eva-Maria Westbroek, Marcelo Álvarez, Željko Lu
Pagliacci
interpreti: Patricia Racette, Marcelo Álvarez, George Gagnidze, Lucas Meachem

Durata complessiva: 3 h e 30 min
 
 cantate in italiano


Programma

“Cavalleria Rusticana” è un’opera in un atto unico di Pietro Mascagni, tratta dall’omonima novella di Giovanni Verga, andata in scena per la prima volta nel 1090; viene spesso rappresentata e incisa insieme all’opera breve di Ruggero Leoncavallo “Pagliacci” in quanto questo è il modo in cui le presentò lo stesso Mascagni, dirigendole al Teatro alla Scala nel 1926. Il successo della Cavalleria fu enorme, fin dalla prima rappresentazione. La storia narra del giovane innamorato Turiddu che intona una serenata a Lola, la ragazza a cui si era promesso prima di andar soldato e che, al suo ritorno, ha ritrovato sposa a compar Alfio, un carrettiere benestante. Nella piazza di un villaggio nei dintorni di Catania, mentre ci si appresta a festeggiare la Pasqua, l’amante di Turiddu, Santuzza, scomunicata per la sua scandalosa relazione con il giovane, appare disperata, divorata dal sospetto che il suo amante abbia ripreso a vedersi con Lola. Dopo un acceso confronto con Turiddu, la donna decide di rivelare tutto ad Alfio, che, dopo la messa pasquale, sfida il rivale in amore. Turiddu, saluta la madre Lucia affidandole la povera Santuzza che, disonorata a causa della loro relazione, senza di lui si ritroverebbe sola al mondo.

“Pagliacci” è l’opera più rappresentata di Ruggero Leoncavallo, tratta da una delle storie di cui fu testimone suo padre, magistrato regio. Opera lirica in due atti racconta di un torrido mezzogiorno di ferragosto, nella Calabria del 1865, durante il quale una compagnia teatrale irrompe nella piazza del paese per annunciare lo spettacolo che, di lì a poco, metterà in scena per festeggiare la ricorrenza dell’Assunta. Poco prima della rappresentazione Canio, marito geloso, sorprende Nedda con l’amante, Silvio, che le strappa una promessa d’amore prima di riuscire a fuggire via senza essere riconosciuto da Canio. La scenata di gelosia che ne segue viene interrotta per lasciar spazio allo spettacolo che sta per cominciare. Sul baraccone Colombina, interpretata da Nedda, è in procinto di tradire, con Arlecchino, il marito Pagliaccio, interpretato da Canio. Davanti alla folla interessata, la commedia va avanti mentre si interseca e si confonde con la realtà. Di fronte al rifiuto di Nedda di dire il nome del suo amante, Canio uccide lei e ferisce Silvio accorso per soccorrerla. Tonio e Beppe, inorriditi, non intervengono, ma gli spettatori, comprendendo troppo tardi che ciò che stanno vedendo non è più finzione, cercano invano di fermare Canio. A delitto compiuto, Canio, esclama beffardo: "la commedia è finita!"

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