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Ristoratori_teatro

Sopra di me il diluvio

RESIDENZE ARTISTICHE 2013/2014
PERFORMANCES 2015

COMPAGNIA ENZO COSIMI
 

Prima assoluta Biennale di Venezia 2014

regia, coreografia, scene, costumi enzo cosimi
collaborazione alla coreografia paola lattanzi
interprete paola lattanzi
video stefano galanti
musiche chris watson, petro loa, jon wheeler
frusta sciamanica cristian dorigatti
disegno luci gianni staropoli
organizzazione maria paola zedda
in collaborazione con fondazione teatro comunale città di vicenza, arteven, a.c.s. abruzzo circuito spettacolo, milano teatro scuola paolo grassi.

Programma

Presentato nel giugno 2014 alla Biennale di Venezia, "Sopra di me il diluvio", ultimo lavoro di Enzo Cosimi, maestro della scena coreografica d’autore contemporanea, si focalizza su una scrittura di danza scarna, ambientata in un campo percettivo vuoto in cui si vive uno stato irreale e visionario.

"Un lavoro denso e rigoroso, drammatico e dolce insieme, si svolge con un’ottima calibrazione scenica di colonna sonora, luci e video. Lo spazio della danza è diviso da due superfici che chiarificano sostanzialmente le due partizioni coreografiche: attorno vi sono due poltrone damascate, una scatola di latta con una scritta arancio, Empty, che contiene una lingua in mille fascette di plastica dello stesso colore fatta da un artista che la performer variamente indossa, infine fruste sciamaniche: la pièce ragiona, mai ridondante, sulla scala intima e globale insieme, sul ferale e sull’intellettuale – Apollo e Dionisio sempre presenti, raggrumati sotto la pelle di una ballerina dalla potenza assoluta che li governa e li tiene insieme con equilibrio e lucidità a tratti incredibili.

Una donna quasi in gabbia, imprigionata chiaramente dalla sua condizione sociale, cerca altre dimensioni mentre combatte con un alter ego che la costringe a inarcarsi in posizioni strazianti o ululare versi incomprensibili, come scossa dal di dentro da una furia. L’Africa nel senso di neo-naturalità entra prepotente con video (dapprima in micro-visione su una tv sempre accesa, poi esplosi in una macro proiezione) realizzati appositamente nel continente da Stefano Galanti. E la feralità è testimoniata anche da una serie di ossa levigate e bianche che la tersicorea variamente usa, in un crescendo finale sottolineato dai ritmi delle musiche"

Da http://www.prundercover.com

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