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Ristoratori_teatro

La pietra del paragone

regia di Giorgio Barberio Corsetti, Pierrick Sorin
con Laura Giordano, Sonia Prina, Jennifer Holloway, Coro del Teatro Regio di Parma, Francois Lis, Jean-Christophe Spinosi, Ensemble Matheus
produttore Jupiter Classics

I registi teatrali scelti da Eimuntas Nekrosius per il cartellone del 66° Ciclo di spettacoli Classici al Teatro Olimpico di Vicenza hanno tutti, chi più, chi meno, sperimentato anche la regia cinematografica. Si è deciso pertanto di dare la possibilità al pubblico di conoscerli anche sotto questo aspetto, programmando, nella Sala del Ridotto del Teatro Comunale di Vicenza, tre serate, il 23, 25 e 27 settembre alle ore 20.45. Le altre proiezioni: mercoledì 23 settembre AMORE E CARNE di PIPPO DELBONO; venerdì 27 settembre LA LOGICA DELLE COSE di ANDREA BARACCO

Programma

Il film è stato girato durante la rappresentazione dell’opera di Gioachino Rossini al Théatre du Chatelet di Parigi nel gennaio 2007. Si tratta infatti di una coproduzione del Théatre du Châtelet di Pargi e del Teatro Regio di Parma. Punto di forza dello spettacolo è l’originale allestimento curato dallo stesso Giorgio Barberio Corsetti e da Pierrick Sorin. Il palcoscenico è diviso in due piani: quello su sfondo blu in cui agiscono i personaggi e un maxischermo in cui contemporaneamente essi appaiono sullo sfondo di una villa anni 60, proiezione virtuale di modellini. “Il denaro è la pietra del paragone. Per provare che tutto è apparenza bisogna far scomparire il denaro, magari con l’abile messinscena architettata dal Conte, che si finge rovinato. Allora crollano tutte le altre finzioni. Con Pierrick Sorin volevamo ricreare il clima di sospensione che si respira nell’opera. La pietra del paragone si svolge in un tempo sospeso, è una perenne vacanza. Così ci è sembrato interessante che anche le scene, gli oggetti partecipassero a questa condizione smaterializzata. Tutto si presta a un gioco di teatro molto scoperto, che abbiamo reso evidente con l’artificio dell’elettronica e della elaborazione delle immagini. Gli oggetti, i luoghi, gli ambienti, sono virtuali, tutto si svolge nel vuoto, nella scena blu che è pura virtualità. Il pubblico godrà di una visione multipla. Assiste al montaggio di una realtà virtuale ma ne ha sotto gli occhi il processo che la definisce. Sono i modellini a creare spazi ed oggetti, i personaggi si muovono nel nulla delle loro aspirazioni e sentimenti. L’interazione fra i vari cantanti sulla scena, la ritroviamo poi nella pura virtualità dello schermo. Ecco che attraverso l’artificio video i personaggi si muovono nel loro nulla colorato di blu”. Giorgio Barberio Corsetti

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